Come avvengono le transazioni? 

Per poter effettuare acquisti, vendite o scambi di bitcoin bisogna aprire un wallet, ovvero un portafoglio digitale, sulle piattaforme exchange che offrono questo servizio.

Sono quindi operazioni online, che avvengono su piattaforme dedicate a questo servizio, proprio come un classico Home banking. 

Tutti gli utenti di Bitcoin possiedono un wallet che conserva delle chiavi crittografiche: 

  • le chiavi pubbliche che servono da punto di invio e ricezione per la transazioni. 
  • le chiavi private che sono una sorta di firma digitale per autorizzare la transazione. 

Se viene smarrita la chiave privata, si perde anche la proprietà del denaro e quella somma sarà inutilizzabile da chiunque, perché nessuno può accedere al wallet di qualcun altro. 

Per inviare una quantità di bitcoin a un’altra persona, la transazione deve essere autorizzata con la chiave privata. A questo punto il trasferimento viene controllato dalla rete di computer connessi tra loro, che risolvono complessi algoritmi per verificare l’identità degli utenti, se il mittente ha effettivamente nel suo wallet la somma che vuole inviare e se non si sta verificando un tentativo di double spending.

Se tutte queste premesse vengono soddisfatte, la transazione viene autorizzata e i dati (giorno, ora, ID utenti etc) vengono scritti sulla Blockchain. La Blockchain risulta quindi un registro contabile condiviso. Appena viene aggiornata con i nuovi dati, una copia identica di questo registro contabile viene salvato su tutti i server connessi. Se qualcuno volesse manomettere lo storico dei dati registrati, dovrebbe riuscire a modificare migliaia di copie identiche!   

Il sistema è anonimo e, sebbene esista un registro pubblico condiviso alla base del meccanismo di scambio peer-to-peer, in pratica ogni operatore figura solo con un ID.  Gli indirizzi degli utenti sono formati da caratteri in ordine casuale e sono generabili infinite volte. Questo garantisce assoluta privacy all’identità degli utenti e, allo stesso tempo, il registro condiviso garantisce trasparenza e veridicità di tutti i movimenti bitcoin effettuati dalla sua nascita ad oggi. 

Ma chi garantisce l’identità degli utenti?

Non tutte le piattaforme exchange lo richiedono, ma quelle di ultima generazione e che rispettano le normative vigenti, chiedono a ciascun utente di fare il KYC al momento della creazione dell’account. Vengono richiesti carta d’identità, indirizzo di residenza e tutte quelle informazioni che dimostrano che siamo persone reali. In questo modo siamo certi che dietro gli ID degli altri utenti ci siano effettivamente delle persone reali, la cui identità è stata verificata.

Come si è evoluto bitcoin? 

Ecco alcune date fondamentali: 

  • Nel 2009 1 dollaro valeva 1309 Bitcoin. 
  • Nel 2013 1 BTC è arrivato per la prima volta a valere 1.000 dollari. 
  • Nel 2017 il record storico: 1 BTC valeva 20.000 dollari! 

Come dicevamo, l’economia creata intorno ai bitcoin è un circuito ancora ristretto, e poco a poco si sta iniziando a commercializzare merci e servizi con questa e le altre criptomonete. 

Molte associazioni benefiche accettano pagamenti in BTC, alcune università permettono di pagarci le tasse e in Svizzera è possibile utilizzarli per pagare alcuni servizi pubblici. 

Quali differenze ci sono con le monete tradizionali?

La principale differenza con le monete tradizionali è che nessuno può decidere il valore del bitcoin, perché è determinato dal mercato e quindi dal principio domanda-offerta. 

Tutti i movimenti sono pubblici, memorizzati su un database unico e immutabile (la Blockchain), e risultano quindi più sicure e trasparenti degli scambi di moneta tradizionale. 

Perché nessuna crypto ha mai superato Bitcoin?

Negli anni Bitcoin ha dimostrato di avere un tasso di sicurezza e integrità notevole, diventando la criptovaluta più longeva e conosciuta al mondo. La sua fama è tale da essere definita Digital Gold, è la valuta di riferimento per tutte le altre criptomonete, nonché prima entità attraverso cui le persone percepiscono il mondo crypto.

Bitcoin è una criptomoneta molto decentralizzata, nessuno sa di chi sia Bitcoin e nessuno ne ha il potere assoluto, inoltre è nativa della Blockchain originaria, non ha quindi bisogno di appoggiarsi ad altre infrastrutture. 

La decentralizzazione è la vera innovazione delle crypto, una caratteristica che rende la finanza democratica. È tuttavia complicato raggiungerla in maniera completa, poiché spesso dietro una criptovaluta ci sono dei creatori che detengono un certo potere e quindi controllo; oppure, nel caso specifico di bitcoin, il controllo finisce per concentrarsi nelle mani di “pochi”: attualmente vi sono solo 4 mining pool che controllano il 58% della sua Blockchain, il più potente dei quali si trova in Cina. 

Le altcoin, le criptovalute arrivate dopo il Bitcoin, hanno voluto competere con lei in velocità, applicabilità e capacità, tentando di implementare varie caratteristiche innovative. Tutti questi limiti di bitcoin che le altcoin sembrano aver superato, in realtà si trasformano in punti di favore per Bitcoin e per i suoi utenti. Bitcoin resta dunque la criptovaluta e la rete più forte e sicura, in quanto in 10 anni si è costruita tutti gli anticorpi possibili, passando così il test più veritiero, quello del tempo.