Mining è collaborazione

 Il mining è l’aggiunta di nuove transazioni ai blocchi di una blockchain.

La blockchain è un grande registro criptato che tutti possono vedere, ma non modificare. Si tratta di una catena di blocchi immutabile e condivisa dove sono scritte tutte le transazioni di criptovalute fatte da ogni utente. 

Se vi è capitato di collaborare con qualcuno a un Google Doc, sapete che ogni modifica compiuta al documento è visibile a tutti e tutti possono contribuirvi. 

Semplificando molto, i miner fanno una cosa simile sulla blockchain: vedono le transazioni, ne verificano l’autenticità, le aggiungono ai blocchi e controllano che gli altri miner abbiano fatto la stessa cosa correttamente.

Riassumendo, il mining è prima di tutto il processo di aggiunta delle transazioni di criptovalute su questo registro pubblico.

 

Mining è calcolo

Ciò che rende complicato il mining non è solo che ogni blockchain ha le sue regole per il mining, ma soprattutto che si tratta di un’infrastruttura criptata. Questo significa che per registrare una transazione, verificarla o aggiungere un blocco alla blockchain, i miner devono condurre complessi calcoli matematici. 

Criptare o decriptare i codici in conformità alla blockchain è così complesso che i miner hanno bisogno di dispositivi molto potenti, i quali necessitano di molta energia.

Alla luce di questo, diamo una nuova definizione di mining.

Mining significa creare nuovi blocchi secondo gli algoritmi appropriati e aggiungerli alla blockchain pubblica.

 

Mining è guadagno

L’argomento mining suscita molto interesse online per il ricavo che se ne può trarre. I miner, infatti, sono solitamente ricompensati per il loro contributo alla sicurezza e funzionalità della blockchain con una somma di coin appena create e con le fee di transazione pagate dagli utenti.

La “ricompensa per blocco” è la quantità di coin che si riceve per aver riempito un intero blocco della blockchain di transazioni verificate.

Per questo quando si parla di mining si pensa alla creazione di nuove monete, perché effettivamente questa attività implica anche la creazione di nuovi bitcoin, nuovi litecoin, nuovi ether.

Da questo punto di vista, il mining è la creazione di nuove coin grazie al lavoro di validazione dei miner.

 

Mining è competizione

Allora perché non viviamo tutti di mining di bitcoin

La prima ragione è che ci sono poche persone con le risorse e capacità necessarie, ma con l’espandersi della Blockchain e col passare del tempo ci sono nuovi svantaggi.

I bitcoin minati come ricompensa sono sempre meno: da 50 BTC per blocco si è scesi a 12.5 BTC. Questo perché la valuta deve mantenere alto il proprio valore, e per farlo deve essere scarsa (deflazionaria), infatti già nel 2009 è stato stabilito un limite di coin creabili a 21 milioni.

Un altro fattore scoraggiante è l’alta competitività, infatti la maggior parte della Blockchain è controllata da giganti mining pool che lavorano 24 ore su 24 e il resto sono migliaia di piccole pool o singoli miner esperti. Siccome la ricompensa data è proporzionale al contributo energetico fornito, se il resto della rete ha già verificato tutte le transazioni con potenti mezzi, rimane poco da cui trarre profitto.

Considerando l’energia richiesta, il magro profitto e il nome stesso del mining, forse non è un’attività così lontana dal corrispettivo analogico: l’estrazione mineraria.