Per comprendere meglio l’evoluzione in corso della moneta digitale, è fondamentale capire l’origine e lo scopo della moneta tradizionale che conosciamo da sempre.

Definizione di moneta

La moneta viene definita come mezzo di pagamento tramite il quale si realizza una compravendita. Solitamente si presenta nella forma di oggetto materiale metallico o cartaceo al quale viene attribuito un valore convenzionalmente riconosciuto. 

Prima della moneta

Il baratto

L’economia, nella sua forma primordiale, era caratterizzata dal mezzo del baratto e dal fine dell’autosufficienza.

Fin dagli albori dell’umanità, infatti, le persone si sono scambiate cibo, pellame, utensili, monili e tutto ciò che poteva servire per vivere. Ogni nucleo famigliare produceva da sé ciò di cui necessitava e scambiava ciò che mancava. 

Questo sistema si rivelò in breve poco efficace, perché ciò che una famiglia aveva da offrire poteva non servire alla comunità o ai commercianti locali. Viceversa, ciò che offrivano comunità e commercianti poteva rivelarsi superfluo per una famiglia.

Ad esempio. Un commerciante di stoffe di lana baratta con un contadino delle uova. Questo ipotetico scambio potrebbe avvenire senza problemi nel mese di febbraio ma il commerciante avrebbe dei seri problemi a barattare la sua merce d’estate.

Se questo semplice principio viene retrodatato ad alcune migliaia di anni fa, è facile immaginare come, a mano a mano che i commerci progredivano e si specializzavano i mestieri, le più antiche società umane abbiano sentito la necessità di sostituire il baratto con forme di scambio più articolate. Allora gli oggetti non passavano più da una persona all’altra per il loro valore d’uso (ti do una mela per un uovo per mangiare ciò che non riesco a produrmi da solo) bensì per il loro valore di scambio (una pecora o una mucca possono produrre latte e un domani possono essere rivendute o macellate).

Curiosità 

Proprio da queste pratiche derivano molti dei termini che usiamo ancora oggi quando parliamo di soldi:

  • Capitale: da “capita”, cioè “capo di bestiame”.
  • Grano: perché i cereali venivano usati spesso come forma di pagamento.
  • Pecunia: da pecora.

Le grandi trasformazioni della moneta

Il denaro, prima di diventare quello che oggi conosciamo, è stato molte cose: capi di bestiame, sale, piume o conchiglie.

L’idea di trasformare i metalli preziosi in piccoli dischetti circolari arrivò solo nel VI sec. a.C. in Turchia e solo 200 anni dopo si diffuse nel mondo ellenico e nel sud d’Italia. A conti fatti, sono passati solo 2400 anni da quando esiste il denaro così come lo intendiamo oggi.

Le prime forme di banconote nacquero, invece, in Cina circa 2500 anni fa. Si trattava di ricevute di deposito di carta usate come metodo di pagamento. Queste ricevute rappresentavano un quantitativo di metalli preziosi che il commerciante poteva andare a ritirare presentando la banconota.

La diffusione delle banconote coincise con la nascita delle banche che in Europa avvenne attorno al ‘700.

Fino al ‘900 la maggior parte delle valute nazionali rimasero legate al valore dell’oro, chiamato “Gold Standard”. Ogni banca centrale aveva quindi una riserva d’oro che dava diritto a una certa quantità di credito nella forma di banconote o deposito. Oltre a essere la naturale evoluzione del sistema monetario antico, il principio del Gold Standard forniva un tasso di cambio fisso tra valute diverse, quindi maggiore stabilità.

Dal 1971 con la fine degli accordi di Bretton Woods, la moneta che si appoggiava in larga parte sul suo valore intrinseco, per lo più dell’oro e dell’argento che lo componevano, venne dichiarata inconvertibile e iniziò ad essere coniata in maniera virtuale. Da quel momento in poi tutte le monete divennero fiduciarie, ossia senza un valore intrinseco.

Ad esempio, una banconota da 100 euro non ha valore di per sé e non corrisponde a nessuna riserva equivalente in oro, è solo un pezzo di carta. Una banconota da 100 euro vale per il suo potere di acquisto, ovvero per il valore di beni e servizi che può acquistare.

Ciò significa che la moneta moderna o valuta fiat si basa su un sistema fiduciario (e non su riserve d’oro): fiducia che la moneta che ci viene data non sia falsa, fiducia nella istituzione che la emette, fiducia nel suo potere di acquisto, fiducia nella banca centrale che ne controlla il tasso di inflazione.

La crisi del 2008 ha innescato un meccanismo irreversibile, perché ha rappresentato una grande crisi di fiducia. Il fallimento de Lahman Brothers e il tracollo dei mercati finanziari, che ha messo in ginocchio l’economia di tutto il mondo, ha sancito una perdita di fiducia profonda nel sistema bancario e ha dato il via alle monete complementari in formato digitale.

 

Bitcoin: la moneta alternativa e il cambio di paradigma

L’idea di una moneta fuori dal controllo delle banche Centrali e dei governi non è nuova. Dopo la Prima Guerra Mondiale o il crac del 1929, ad esempio, aziende private e statali crearono in alcuni paesi come Germania e Svizzera una rete di credito reciproco con monete alternative, che permisero alle economie degli Stati di sopravvivere e riprendersi.

È abbastanza normale quindi che le monete alternative abbiano guadagnato nuovo appeal dopo la crisi finanziaria del 2008.

Se il valore intrinseco della moneta è dato dallo strumento che viene usato come moneta, oggi il suo valore intrinseco non è più dato dall’oro con cui la moneta è fatta ma, essendo digitale, è dato dalla sicurezza digitale e dall’infrastruttura informatica che ne garantisce gli scambi.

Proprio da qui è nato Bitcoin e la tecnologia Blockchain.

Totalmente digitale, basato su una tecnologia innovativa e molto affidabile, che consente transazioni online senza dover utilizzare banche o intermediari finanziari, bitcoin è decentralizzato. Si basa, cioè, su di un sistema di rete peer-to-peer che utilizza i vari partecipanti che compiono le transazioni e le depositano nei wallet o portafogli virtuali per garantirne la sicurezza. Sulla scorta di questo successo sono sorte molte altre criptovalute, con differenti valori di scambio.

Le potenzialità e applicabilità della tecnologia blockchain, utilizzando lo spazio virtuale, sono sostanzialmente infinite. L’applicazione della Blockchain a tutti gli aspetti del sistema socio-economico creerebbe una rete di supporto alle criptovalute, permettendo loro di integrarsi in un nuovo sistema e in una nuova normalità più sostenibile. La speranza è che le criptovalute possano soddisfare l’aspettativa di crescita e scrivere un nuovo capitolo dell’economia globale.