XRP, classe 2012, è la terza criptovaluta quotata sul mercato, subito dopo bitcoin ed Ether.

Si tratta della coin di proprietà di Ripple, un’azienda fintech la cui forza principale è l’infrastruttura altamente specializzata che risponde alle necessità più disparate a livello istituzionale e di grandi aziende. 

A cosa serve Ripple?

La forza e affidabilità di Ripple è dovuta anche alla sua annale esperienza in qualità di piattaforma di pagamento digitale, già in attività dal 2004 col nome di RipplePay.

I servizi e prodotti Ripple sono oggi utilizzati da importanti compagnie come UniCredit, UBS e Santander, e sempre più banche e reti di pagamento adottano Ripple grazie all’incredibile velocità delle transazioni, alla stabilità della tecnologia e alla possibilità di utilizzare una criptovaluta forte quale XRP. 

 

I volontari di Ripple

Ripple punta molto sul concetto di “Fiducia”, come dimostra ad esempio il sistema di validazione delle transazioni sulla sua blockchain. La validazione, infatti, è affidata a volontari sparsi in tutto il mondo e non è quindi basata su un sistema di compenso, come accade per il mining di bitcoin, ma sulla pura fiducia degli utenti e dedizione dei volontari. Il meccanismo di validazione ha inoltre un consumo energetico molto basso. 

 

Ripple è un sistema centralizzato?

Ripple è stata criticata spesso per la ritenuta della maggior parte dei suoi dei suoi token e l’alto controllo dei validatori, che lo renderebbero un sistema centralizzato agli occhi di molti. Tuttavia l’azienda sembra dimostrare il contrario con gli sviluppi degli ultimi anni, prima di tutto col fatto che i token in circolazione sono aumentati di circa 3 miliardi dal Dicembre 2018 alla data attuale. 

Un altro dato che dimostra il crescente livello di decentralizzazione di Ripple è che, secondo dati dell’Ottobre 2019, solamente 7/34 validatori registrati sono realmente controllati da Ripple. La restante parte è composta da validatori autonomi o organizzati che sono semplicemente registrati nell’elenco di validatori di Ripple e che si sono dimostrati affidabili nel tempo, ma che restano comunque autonomi rispetto all’azienda. Questa lista è nota come UNL, che sta per Unique Node List. Tutti i validatori di Ripple, anche al di fuori di questa lista, hanno un potere di voto limitato.