l’ICO (Initial Coin Offering) è un’offerta di vendita al pubblico nel mondo delle criptovalute.

Quando un progetto vuole lanciare la propria criptovaluta, può aprire un ICO per attrarre investitori al proprio ecosistema. Il bello delle ICO è la mancanza di burocrazia e formalità. Il più delle volte, un’azienda deve semplicemente presentare un Whitepaper per qualificarsi per un ICO. In pratica, si tratta di un crowdsale su blockchain, ossia la versione cripto del crowdfunding.

Alcune aziende sono state in grado di raccogliere milioni di dollari in pochi secondi, grazie alle ICO: nel 2017 si sono raccolti un totale di circa 6 miliardi di dollari. Secondo icodata.io i fondi raccolti durante tutto il 2019 – due anni dopo il boom crypto -ammontano comunque a circa 371 milioni di dollari.

Le ICO sono state veramente rivoluzionarie: hanno tracciato il percorso più semplice attraverso cui gli sviluppatori di applicazioni decentralizzate (DApp) possono ottenere i fondi necessari per il loro progetto. Le applicazioni decentralizzate sono applicazioni che sfruttano la tecnologia blockchain per creare un servizio o prodotto innovativo e sono note con l’abbreviazione “DApp”.

Quindi, chiunque può investire in un progetto a cui è interessato acquistando le criptovalute di quella particolare DApp e diventare parte del progetto stesso.

ICO storiche

Migliaia criptovalute sono state finanziate con una ICO, ma la più importante è Ethereum.

A metà del 2014 la Fondazione Ethereum ha venduto ETH a 0,0005 Bitcoin ciascuno (€0,5). Il ricavo fu di 18,4 milioni di dollari e concluse uno dei più grandi crowdfunding di sempre, che servì da capitale di partenza per lo sviluppo di Ethereum.

La prima criptovaluta distribuita attraverso un ICO, tuttavia, è stata XRP (Ripple). All’inizio del 2013 la Ripple Labs ha iniziato a sviluppare il sistema di pagamento RipplePay e ha creato circa 100 miliardi di XRP. L’azienda ha venduto queste coin per finanziare lo sviluppo della piattaforma Ripple.

Con il successo di Ethereum e Ripple, le ICO sono diventate di fatto il metodo per finanziare lo sviluppo di un progetto crypto, mantenendo numeri alti fino al 2018.

ICO, ITO e IEO: quali sono le differenze?

Il fenomeno è conosciuto come Initial Coin Offering (offerta di coin iniziale), tuttavia occorre precisare che spesso sono stati messi in vendita token, non coin. La confusione sempre presente riguardo questi termini ha fatto sì che si parlasse in termini di ICO anche quando il termine più corretto sarebbe stato ITO (Initial Token Offering). 

Per distinguere tra ICO e ITO è importante capire che solo le coin hanno un valore come il denaro che conosciamo tutti, mentre i token sono limitati ad un certo progetto e consentono solo l’accesso ai suoi beni o servizi.

Una nuova declinazione di questi modelli è l’IEO, acronimo che sta per Initial Exchange Offering, un evento di raccolta fondi che viene amministrato da un exchange di criptovalute. A differenza dell’Initial Coin Offering (ICO), dove il team del progetto stesso conduce la raccolta fondi, in un’Initial Exchange Offering la raccolta fondi sarà condotta su una piattaforma fundraising di un exchange ben noto. 

Per un utente, è facile partecipare a un IEO in quanto non è necessario gestire transazioni on-chain con diversi wallet su differenti blockchain. l’investitore ha solo bisogno di un account sull’exchange e di alcuni fondi caricati sul proprio account: può fare tutte le operazioni direttamente dall’interfaccia del sito dell’exchange. 

L’exchange che ospita la raccolta seleziona meticolosamente i progetti per poterne garantire l’affidabilità: è nel suo interesse che la raccolta di fondi abbia successo e ne va della sua reputazione. 

Per un progetto che cerca di raccogliere fondi, invece, una IEO è vantaggiosa perché offre la promessa di una userbase immediata che può accedere al loro prodotto, e, a seconda delle dimensioni del pubblico dell’exchange, riduce il carico di lavoro attorno alla promozione della raccolta fondi, permettendo al team del progetto di concentrarsi solo sullo sviluppo del prodotto.