Il collasso dei mercati tradizionali

Ciò che rende diversa questa crisi rispetto a tutte le precedenti è che non si tratta di una crisi della domanda ma dell’offerta. Chiudendo le attività commerciali, paralizzandosi il sistema di produzione e rifornimento, il Coronavirus potrebbe portare a una crisi economica unica nel suo genere.

I mercati tradizionali stanno vedendo grandi perdite negli ultimi giorni. A causa delle complicazioni nelle trattative fra Arabia Saudita e Russia, il prezzo del petrolio ha subito un crollo del 20% rispetto alla sessione precedente, raggiungendo i 34$ il 9 Marzo.
Il Dow Jones Industrial Average il 9 Marzo era in rosso del 6,9%, una delle contrazioni giornaliere più acute di sempre, mentre il FTSE del Regno Unito era in negativo del 7,7%.

 

La situazione di Bitcoin

Sul fronte crypto non si vedono trend migliori, ma ci sono forse potenzialità differenti.

L’andamento di bitcoin dall’inizio dell’anno, infatti, appare discendente e sembra coincidere con la diffusione del virus. Alcuni sostengono l’ipotesi, tuttavia, che la contrazione di bitcoin non sia dovuta al virus, ma da un enorme volume di vendite pianificate dallo schema piramidale PlusToken, quindi da una truffa.

In realtà, se si osserva l’andamento sugli ultimi mesi, il valore è ancora molto alto rispetto a metà dicembre 2019 ed è comunque in risalita, seppur faticosa (10 Marzo).

Se la discesa di bitcoin è veramente stata causata da un’organizzazione criminosa e non dalla crisi diffusa legata al coronavirus, potrebbe essere l’ennesima conferma che il mercato crypto è indipendente dall’andamento della Borsa e dei mercati tradizionali.

Dopotutto, BTC e le altcoin rappresentano un mercato decentralizzato, non ancorate in alcun modo ad asset tradizionali, come oro, dollaro, azioni e obbligazioni. Il Coronavirus potrebbe finalmente porre sotto l’attenzione di tutti che in situazioni di crisi globale la “centralizzazione”, della produzione, delle informazioni, delle risorse causa una reazione a catena che paralizza completamente il sistema economico mondiale. In questo senso il “vaccinoportato da Bitcoin è quello di dimostrare che la decentralizzazione non è solo un’opzione ma una necessità per far fronte a situazioni di collasso su larga scala.

Fattori decisivi per Bitcoin

Bitcoin è forse stato salvato dalla narrativa del “safe-haven” ossia del fatto che bitcoin sia un asset di rifugio nei tempi di crisi finanziaria. Perciò in questo momento gli investitori stanno studiando con molta attenzione il comportamento del cosiddetto Oro digitale.

Il CEO di Ethereum Vitalik Buterin invita tutti a tenere gli occhi aperti, sottolineando che il 95% degli articoli usciti su un immediato pump o dump di BTC sono fake news.

Ciò che è certo è che questo periodo di recessione indotto dal coronavirus sarà il primo vero test per Bitcoin, che non ha mai vissuto la crisi del 2008, essendo nato proprio in risposta alla crisi economica nel 2009.

 

Bitcoin coronavirus #trending

C’è un ulteriore collegamento tra il fenomeno COVID-19 e BTC, infatti da Google Trends risulta che la ricerca tramite le parole chiave “bitcoin coronavirus” abbia superato negli ultimi due mesi la combinazione “bitcoin halving” soprattutto nei paesi Europei: per primi Austria, Irlanda e Svizzera.

Un ulteriore fattore da osservare è l’Options Skew Indicator, valore che esprime il rischio e la volatilità percepiti, è notevolmente cresciuto negli ultimi 7 giorni. Secondo alcuni trader questo indicatore è direttamente in relazione con il livello di paura diffusa tra gli investitori.

Il recente ribasso di Bitcoin è sicuramente legato all’improvviso crollo dei mercati tradizionali, non perché siano tecnicamente ed effettivamente interdipendenti, ma perché il COVID-19 ha creato una situazione di panico globale per cui tutti i piccoli-medi investitori, sia di crypto sia di asset tradizionali, hanno venduto il più possibile per generare liquidità.

Solo negli USA, il panico tra gli investitori ha causato svendite di azioni e un aumento di acquisto di beni di rifugio come l’oro. Il valore delle azioni USA sono diminuite a dismisura registrando la settimana peggiore dal 2008, mentre il prezzo dell’oro schizza al rialzo, registrando valori che non vedeva da ben sette anni.

Il prezzo di bitcoin, invece, sembra aver subìto un ribasso iniziale ma registrando nella stessa settimana un cambio di tendenza e tornando a salire di prezzo, trascinando con lei le altre crypto più popolari.