Libra e i governi, chi vincerà?

Facebook ha dato una scossa energica ai governi di tutto il mondo con il progetto Libra che, nonostante le difficoltà, non si ferma: sono già 21 le organizzazioni che hanno firmato la Libra Association tra cui Vodafone, Uber e PayU.   

Dal momento in cui Facebook ha svelato ufficialmente l’uscita della sua criptovaluta, Libra ha dovuto affrontare un assalto di critiche soprattutto da parte di regolatori e banche centrali, che hanno sollevato preoccupazioni sulle potenziali minacce, dalla privacy dei dati alla stabilità finanziaria e persino alla politica monetaria, date le dimensioni e la portata dell’azienda.

Nell’ottobre 2019 i governi di Francia, Germania, Spagna e Italia hanno persino formato una coalizione anti-Libra per rendere impossibile lo sviluppo del progetto in Europa. Nello stesso mese, alcuni dei membri fondatori della Libra Association, tra cui eBay, Mastercard e Stripe, hanno abbandonato il progetto a causa di problemi normativi.

Lo scorso novembre è stato lanciato Facebook Pay, un sistema di pagamento che permette agli utenti di Facebook in alcune regioni di effettuare pagamenti tramite Instagram, WhatsApp e Messenger. 

Facebook Pay non è tuttavia una bandiera bianca e non sostituirà il progetto Libra. Facebook, in risposta ai muri posti dai governi europei e internazionali, ha riadattato il proprio progetto iniziale, decidendo di affiancare alle crypto supportate da Calibra anche valute digitali emesse da governi come l’euro e il dollaro.

Secondo questo nuovo piano, Facebook prevede di rilasciare Calibra e Libra contemporaneamente, probabilmente ad ottobre.

 

Il futuro

Cosa accadrebbe se 2.4 miliardi di utenti avessero la possibilità di usare Libra per qualsiasi tipo di pagamento?  L’era dei pagamenti materiali è finita?

 

 

Le Neobanche e le banche digitali, chi vincerà?

Nel settore Fintech di alcuni paesi come l’Australia stanno prendendo piede le Neobanche, un concetto di banca già in circolazione dal 2017.

Una neobanca si differenzia da una banca tradizionale principalmente per il fatto che ogni servizio e ogni suo aspetto è al 100% digitale.

Non è possibile visitare una filiale neobancaria, le neobanche esistono solo nelle app dedicate su smartphone o su siti di home banking. Una neobanca offre opportunità di convenienza estremamente elevate, ma la mancanza di una sede fisica della filiale crea uno svantaggio per le neobanche a livello umano e personale. Le neobanche integrano a questa mancanza con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, applicata alla tracciabilità delle operazioni e alla personalizzazione dell’esperienza del consumatore. 

Un termine che può creare confusione è quello di “banca digitale”. Una banca digitale è solamente la “filiale” online di una grande banca tradizionale, mentre una neobanca è un’entità esclusivamente digitale, che non è associata ad alcuna istituzione finanziaria tradizionale. Ciò implica che le neobanche spesso offrano servizi più all’avanguardia grazie all’applicazione delle nuove tecnologie, ma anche che possano essere carenti nei servizi finanziari di cui le banche digitali beneficiano.

 

Il futuro

La nascita di queste nuove entità favorirà l’adozione diffusa del digitale? Le neobanche verranno sconfitte dalle grandi banche digitalizzate nella corsa alle nuove tecnologie?

 

 

Un ritorno alla privacy o la sua definitiva scomparsa? 

La questione della privacy è diventata uno dei temi più discussi degli ultimi anni, soprattutto dopo lo scandalo di Facebook con Cambridge Analytica. 

Le persone cercano delle soluzioni per mantenere una forma almeno parziale di anonimato online. Non è un caso che le nuove popstars del 2019 sono Monero, Dash e Zcash, tutte e 3 criptovalute privacy-oriented. 

Questa crescente popolarità sta attirando anche l’attenzione degli enti regolatori. Se nel 2019 le stablecoin sono state il loro principale ostacolo, le privacy coin saranno le protagoniste del 2020. Le privacy sono particolarmente difficili da conciliare con le richieste dei governi, offrendo un livello di anonimato tale che risultano difficili da regolamentare. Queste criptovalute possono nascondere le transazioni, rendendo più difficile per gli exchange e gli utenti conformarsi alle nuove linee guida internazionali per prevenire il riciclaggio di denaro.

Alcuni exchange come Coinbase stanno togliendo le privacy coin proprio per conformarsi alle normative locali. 

 

Il futuro 

Le privacy coin raggiungeranno una popolarità dirompente perché rispondono alle esigenze di anonimato degli utenti o dovranno adattarsi alle normative che entreranno presto in vigore?