Noi di Young siamo passati allo smart working da ormai un paio di settimane, come molti, e vogliamo portare la nostra esperienza dalla prospettiva del CEO Andrea Ferrero. Per questo gli abbiamo posto alcune domande.

 

I: Ciao Andrea, partiamo dal lato pratico: come abbiamo messo in atto questa transizione?

Andrea: La piattaforma principale che abbiamo introdotto per lo smart working è Discord. È un programma che permette di creare diverse “stanze” in cui parlare a voce, quindi è un po’ come se ci trovassimo in un ufficio reale.

Abbiamo deciso anche di organizzare riunioni settimanali in videochiamata tramite Meet di Google, riunioni dove ognuno di noi presenta un argomento in cui si è specializzato e che può essere utile anche al resto del team. Questo periodo di stallo ci permette infatti di investire del tempo nella formazione personale ed è anche un’occasione per riunire il team in un unico luogo, anche se virtuale.

 

I: Young è una startup, questo è un vantaggio o uno svantaggio in questo periodo?

Andrea: Come startup è stato abbastanza facile il passaggio allo smart-working, per definizione affrontiamo cambiamenti quotidiani di ogni tipo e siamo sempre pronti ad adattarci. Peraltro usavamo già molti strumenti digitali per l’organizzazione del lavoro e per la comunicazione.

 

I: Sotto quali altri aspetti deve adattarsi Young alle nuove condizioni?

Andrea: Queste settimane sono un’ulteriore stimolo a reinventarci e a sfruttare i nostri prodotti e le nostre risorse in nuovi modi. Un esempio è Stepdrop: un’app che ruota attorno a persone che camminano, corrono, passeggiano e che stimola a farlo il più possibile. In queste condizioni il nostro compito non dev’essere più quello di stimolare a uscire e camminare, per questo abbiamo puntato sull’altra anima di Stepdrop, ossia l’Education. 

La sezione Education di Stepdrop vuole effettivamente essere un portale educativo per le criptovalute. Sezione che crescerà sempre di più, virus o non virus.

 

I: Quindi qual è stata la soluzione trovata per Stepdrop?

Andrea: Anche per incentivare l’uso del materiale che mettiamo a disposizione, abbiamo introdotto la formula del quiz, ricompensando (con YNG) lo sforzo di informarsi invece che di camminare. 

È bello, a proposito, vedere come l’e-learning stia dilagando su internet: musicisti famosi che insegnano a suonare gratis, insegnanti mettono a disposizione le loro conoscenze e metodi. Ecco, noi facciamo la stessa cosa sempre.

 

I: Come sono cambiati i rapporti con le persone che ruotano attorno a Young? S’intende collaboratori, investitori e il team stesso…

Andrea: Per quanto riguarda la comunicazione con i nostri investitori, questo è un altro elemento che abbiamo convertito al digitale. Il nostro lavoro non si ferma, per questo nemmeno la corrispondenza con i nostri stakeholder deve fermarsi.

La prima cosa a cui dobbiamo fare attenzione ogni giorno tuttavia è il team, composto di persone che vanno tutelate, che devono rimanere coese nonostante le giornate non siano più le stesse, nonostante le riunioni passano dagli schermi di ognuno. Siamo molto fortunati ad essere amici e a conoscerci da molto tempo. Non si sente quello scarto dovuto alla lontananza, ma continuiamo a scherzare e a sostenerci l’un l’altro. Lavoriamo in costante comunicazione su Discord. Questo ci permette di ricreare la stessa atmosfera dell’ufficio, mantenendo la stessa produttività e lo stesso livello di attenzione. 

 

I: Un pensiero positivo sulla situazione del settore? 

Andrea: Essendo appassionato di tecnologia e fervente sostenitore della digitalizzazione, sono molto contento dell’educazione al digitale che questo terribile fenomeno sta rendendo praticamente obbligatoria. È sicuramente una sfida per molti, ma sono certo che tutti ne trarremo beneficio sul lungo periodo e molti scopriranno nuovi mondi, magari scopriranno persino il nostro di mondo, quello delle criptovalute.