👉 Cos’è successo?

Partiamo dall’inizio: nell’ultimo anno l’hype intorno al mondo delle criptovalute è aumentato esponenzialmente, questo ha portato alla nascita di una nuova bull run, la più grande di sempre in termini di volumi.

Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH), come da tradizione, hanno guidato il mercato e registrato massimi storici notevolmente più alti dei precedenti.

Il picco della popolarità di Bitcoin è stato raggiunto al 14 aprile 2021, con la storica quotazione al Nasdaq di uno dei più grandi Exchange di criptovalute al mondo, Coinbase.

Le criptovalute hanno fatto il giro di tutti i notiziari principali, e come chi è del mestiere sa, questo poteva risuonare come un buon campanello d’allarme.

Come si può notare dal grafico, BTC ha creato un minimo discendente rispetto al trend rialzista, rompendo la struttura estremamente bullish delle settimane precedenti.

Il prezzo di Bitcoin è dunque sceso fino a 48.000$, trovando una buona base, servita come zona di rimbalzo, che ha portato ad acquisti di massa, di conseguenza il prezzo è risalito fino alla fascia dei 58.000$.

 

👉 Quali sono le conseguenze di questa discesa?

La prima reazione del mercato è stata quella di cercare lidi più sicuri e performanti, e chi, meglio di Ethereum, poteva offrire tutto ciò?

Come possiamo notare dal grafico, ETH, nonostante la discesa generale scaturita dalla quotazione di Coinbase, ha mantenuto la propria struttura tecnica rialzista, senza creare nuovi minimi.

La conferma tecnica, unita all’hype generato dalla creazione nel prossimo futuro di  Ethereum 2.0, ha fatto sì che si innescasse una parabola rialzista estremamente forte, che ha portato il valore di un singolo ETH dai 2.000$ del drop post-Coinbase, a un massimo storico di 4.300$.

Il flusso di liquidità da BTC a ETH è evidente sul grafico che rappresenta la Dominance di BTC, ovvero, quanta percentuale del denaro investito nel mondo crypto è al momento investito in BTC.

Molto chiara è la discesa della Dominance da quando ETH ha preso il sopravvento, overperformando BTC.

👉 Falso recupero, Fud, Elon Musk e Cina

Il recupero di Bitcoin è arrivato, come spiegato prima, fino ai 58.000$. Dal grafico Daily sottostante possiamo notare come dal 30 aprile al 5 maggio si sia instaurata una fase di ranging del prezzo, durante la quale moltissimi Retail trader si sono posizionati in acquisto, rischiando con posizioni in leva.

Dopo aver fallito diversi tentativi di rottura al rialzo (4, per la precisione), ha iniziato a diffondersi FUD sul mercato (Fear, Uncertainity and Doubt).

Diversi analisti tecnici hanno letto la situazione al ribasso, anche sulle principali reti televisive americane.

Il 13 maggio Elon Musk ha scatenato l’inizio della più grande discesa di BTC dopo quella vissuta durante l’inizio della pandemia globale, quando ha twittato i suoi dubbi relativi all’inquinamento causato da Bitcoin.

Ovviamente, Elon Musk non è stato l’unico “responsabile” di questa discesa.

Tra il 12 e il 15 maggio sono stati effettuati depositi record di BTC che hanno raggiunto la cifra di circa 30.000 BTC.

Quando vengono effettuati grossi depositi di BTC sugli exchange, il mercato entra in Fear Mode. Questa paura è dovuta alla possibilità che quei BTC possano essere venduti tutti insieme, causando una discesa di prezzo molto veloce.

Questo processo ha scatenato una reazione a catena che ha alimentato una paura crescente sul mercato, il cosiddetto FUD.

Ultimo fattore, ma non per importanza, è stato quello della lettera scritta da 3 interni della Banca Popolare Cinese (BPC). La lettera fa riferimento a un ban sul possesso di criptovalute da parte di banche cinesi e aziende che emettono mezzi di pagamento.

Nonostante tutto il mercato, dopo aver raggiunto i minimi, ha dimostrato una notevole forza d’acquisto che ha portato a un recupero importante di 10.000 punti su BTC e 1.000 su ETH.

 

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